giovedì 18 settembre 2008

"Frankie Goes to Atlanta" goes international

Here we are my friends!
From yesterday, "Frankie Goes to Atlanta" is read also in the New World, thanks to Ciambellina!
I have to return the favour, and the honour, by linking her blog:

http://ciambellina.blogspot.com

It has a post about "an Italian in Atlanta"...

martedì 16 settembre 2008

Moka!

Un pacco dall'Italia all'America, 11.50€ con qualsiasi carta di credito.
Un buon caffè all'italiana, non ha prezzo.

Provare per credere!!

Ci ha messo 8 giorni, ha fatto 7800km, ma è arrivata sana e salva! Anzi, come diceva il messaggio dentro al pacco, "pronta per l'uso"!! Sono finalmente in possesso della mia mokina. Che ho subito inaugurato con un signor caffè. Sono andato da Publix con il miraggio di una confezione di Illy, ma purtroppo, come ogni miraggio, si è rivelato tale. Mi sono allora lanciato sul Cafè Bustelo. El cafè cubano mas borracho en America. E non a torto, devo dire. Nero, intenso, aromatico, ma soprattutto Caffè, con la C maiuscola. Come solo una moka può fare. Italian espresso rocks!!

Restyling

Era giunta ora di cambiare. Non potevo andare avanti con quella foto d'apertura mezza sfocata. Si, vero, almeno l'avevo fatta io. Però era proprio nulla di particolare. Questa, invece, wow! Devo rendere merito (e copyright) ad un anoimo utente di Flickr, Nrbelex, per lo scatto. Per chi vuole, qui si trova la foto originale (link).

Provvederò al più presto con una scattata dal sottoscritto. Notturna, possibilmente. Voglio organizzarmi una sera ed andare a fare un safari fotografico dei grattacieli di 'tlanta.

Prossimamente su questi schermi.

lunedì 15 settembre 2008

Italoamericana

Ovvero: diario di una serata italiana.

Giovedì sera sono stato alla riunione del mese di Settembre della Ciancia. Trattasi di libera associazione di persone che ha come unico fine l'esaltazione della cultura italiana, in ogni sua declinazione. E quindi, festa!


La ciancia di questo mese è stata ospitata nella casa di Mike Salvo, "il padrino", simpaticissimo siciliano residente ad Atlanta che possiede una azienda di costruzioni - lui dice che "lavora nel cemento"... La casa la potete vedere nella fotografia. Sembrava di vivere in un telefilm.

All'ingresso, un grosso cartello che ti accoglie con scritto "QUI SI PARLA ITALIANO", insieme al benvenuto del presidente della ciancia in persona, Giancarlo. Anche lui, italiano purosangue.

Ma la ciancia è un mix che ha dell'incredibile: ho conosciuto americani, argentini, colombiani, moldavi, cechi e sicuramente qualche altro che dimentico. Ma tutti, e dico tutti, parlavano in italiano. Magari stentato, magari sbagliando le coniugazioni o dimenticando qualche preposizione o articolo, ma parlavano italiano. Era un mese che non sentivo cosi tanto vociare in italiano. "Ciancia", per l'appunto.

Ma, come ben sappiamo, la cultura italiana non è fatta solo di parole. Ci sono anche cose molto più tangibili, come ad esempio del buon cibo e del buon vino. Da buon siciliano, Mike "il padrino" è un ottimo cuoco. Inoltre, uno dei membri possiede un ristorante italiano "vero" (non come il VVV), dove cucina tutto con ingredienti importati direttamente. Era anche un mese che non mangiavo cosi bene... :)

Ho anche conosciuto un sacco di amici e amiche nuove. Jeanne, scrittrice americana, che ha studiato a Firenze e parla un ottimo italiano con l'accento toscano. Christina, che mi ha introdotto alla ciancia dopo un casuale incontro al supermercato. Beth, proprietaria di una impresa di pubbliche relazioni. Berna, avvocato della Coca-Cola. Con loro sono poi anche uscito nelle sere seguenti per il weekend, e sembrava di vivere in una puntata di Sex & The City. Ma questo è un altro libro. E poi Yorkky, non italiano, ma "cinghiale di toscana". Ma anche questo è un altro libro.

giovedì 11 settembre 2008

Parchimetri (o park-o-meters)

Oggi stavo pranzando sotto l'ufficio, comodamente seduto, e guardavo la gente che passava per strada. Strani questi americani. La mia attenzione è stata però attirata dall'omino dei parchimetri, una figura professionale sconosciuta a noi europei. Visto che qui la sosta è sempre a pagamento, ci sono migliaia di parchimetri disseminati sui marciapiedi della città. L'omino dei parchimetri ha il compito di mantenerli in perfetta efficienza. Giusto. Quindi, passa periodicamente a controllare che tutto funzioni. Evidentemente, in quello vicino a dove ero seduto io, qualcosa non andava. Al che l'omino dei parchimetri ha estratto la sua chiave magica e l'ha aperto. Ha smontato il meccanismo interno, e ha cambiato la pila di alimentazione. Si, la PILA. Questi cosi vanno a pile. Due da 9volt per la precisione. Non mi era passato nemmeno per la testa che queste macchinette non fossero alimentate da energia proveniente dalla rete elettrica. Però, a pensarci bene, la cosa è naturale. Noi siamo abituati a fare buchi per terra e trovare magicamente cavi che trasportano energia elettrica, quindi alimentare un parchimetro è una banalità. Qui invece l'energia elettrica piove dal cielo: niente cavi interrati, solo meravigliosi grovigli aerei. Ve l'immaginate un cavo che scende dall'alto per ogni parchimetro?

martedì 9 settembre 2008

Pink Cadillac

I love you for your pink Cadillac
Crushed velvet seats
Riding in the back
Oozing down the street
Waving to the girls
Feeling out of sight
Spending all my money
On a Saturday night
Honey I just wonder what you do there in back
Of your pink Cadillac
Pink Cadillac...

Eh, già! Qui per strada si vedono anche di queste cose! Gloriosa.

mercoledì 3 settembre 2008

Frankie's a Freezer Master!

Da oggi mi sento un po' più inserito nella cultura americana. Quella dell'americano medio, però. Cosi come l'italiano medio in spiaggia legge la gazzetta seduto sulla seggiolina di plastica bianca sotto il suo ombrellone, l'americano medio ha il freezer pieno di roba. Provare per credere! Così si possono comprare anche le confezioni che hanno dentro tante razioni quante ne servono per far da mangiare ad un reggimento...
Quello che vedete, sono tre scatole di cose: formaggio, hamburger di tacchino e braciole di maiale. Tutto ordinatamente insacchettato, e poi messo a congelare nella mia cella criogenica. Psicotico.